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Le Mascherine un indumento indispensabile oggi e… introvabile.


Viene definito come dispositivo di protezione individuale fortemente indicato per proteggerci dal contagio di COVID-19 e ad oggi alcune Regioni le hanno reso obbligatorie per uscire di casa. Ma quali? E quali sono le differenze? E soprattutto da cosa ci proteggono?

Come indica il nome, si tratta di strumenti che offrono protezione respiratoria, impedendo o limitando l’inalazione di particelle aerodisperse a seconda della capacità di filtrare l’aria in ingresso. Ed è proprio quest’ultimo l’aspetto chiave perché, a seconda dello scopo per cui vengono impiegate, varia l’efficacia di filtrazione e quindi il livello di protezione assicurato.

Gli aerosol e le particelle di polveri sottili sono fra i rischi per la salute più subdoli nell'ambiente di lavoro, poiché questi sono pressoché invisibili nell'aria respirabile. Particelle pericolose possono essere cancerogene o radioattive, altre danneggiano l'apparato respiratorio del corpo nell'arco di decenni e causano lo sviluppo a lungo termine di malattie gravi.

Il rischio di oggi per il quale si parla molto di utilizzo delle mascherine è il contagio da COVID-19 un agente patogeno molto insidioso di cui non si conoscono ancora i meccanismi di diffusione.

Trovarle è un’impresa e sono ancora molte le persone che non ne hanno a disposizione nemmeno una per la difficoltà nel reperirle. Rimangono aperte dunque molte domande: quali si devono usare e comprare? Quelle chirurgiche, le FFP1, le FFP2 o le FFP3?

Cerchiamo di chiarire i diversi significati delle sigle

Il sistema di classificazione Europeo si suddivide in tre classi FFP, dove la sigla FFP sta per "Filtering Face Piece", ovvero maschera filtrante.

Una maschera filtrante copre naso e bocca e si compone di diversi materiali filtranti e della maschera stessa.

Mascherine chirurgiche: Servono per limitare la diffusione di agenti biologici pericolosi nell’aria, Non proteggono invece chi le indossa nella fase di inspirazione. Sono utili quindi in fase di uscita, non di entrata. E’ per questo motivo che le devono indossare gli individui infetti o potenzialmente infetti. Le disposizioni dell’ordine dei virologi sostengono che l’approccio corretto è quello di pensare di essere tutti potenzialmente portatori di Virus, quindi dovrebbero usarle tutta la popolazione circolante, tutte le persone che lavorano o sono costrette a lavorare negli uffici aperti al pubblico, o negozi di vendita di alimentari. Una maschera chirurgica è efficace nel ridurre l’emissione di agenti infettivi da naso e dalla bocca di un portatore asintomatico o di un paziente con sintomi clinici”.

Le FFP1 (chiamate “anti-polvere”), avendo un 78% di efficienza filtrante, Sono inadatte per proteggere dal COVID-19. Le maschere respiratorie della classe di protezione FFP1 sono adatte per ambienti di lavoro nei quali non si prevedono polveri e aerosol tossici o fibrogeni. Queste filtrano almeno l'80% delle particelle che si trovano nell'aria fino a dimensioni di 0,6 μm e possono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale non viene superato di oltre 4 volte. Nel settore edile o nell'industria alimentare, le maschere respiratorie della classe FFP1 sono quasi sempre sufficienti.

Le FFP2 sono richieste per evitare il contagio da Coronavirus. Possono essere dotate di valvola di filtraggio (o di esalazione) per le esalazioni in entrata, non per quelle in uscita. Riescono a filtrare il 95% delle particelle ambientali. Sono utilizzate dal personale sanitario in uscita e le abbinano di solito sopra la maschera chirurgica, per limitare la diffusione del loro respiro.

Le FFP3 sono dotate di valvola di esalazione. Servono ai medici e a tutte quelle persone che siano a contatto con i malati, che operano nei reparti di Terapia intensiva degli Ospedali, mentre sono inutili se vengono indossate da un contagiato perché non hanno funzione filtrante in fase di espirazione, ma solo in fase di inspirazione. sono simili alle ffp2 ma hanno una capacità di filtrare le particelle ambientali del 98%

Ci sono poi altri tipi di mascherine che non sono considerate come dispositivi medici o di protezione individuale. Alcune fatte in casa, altre con caratteristiche tecniche simili a quelle indicate sopra. Non sono pensate per l’utilizzo sanitario. Si tratta di prodotti generici, utilizzati in alcuni contesti aziendali o industriali e non necessitano di marcatura CE.

L’Oms in questo giorni ha riaperto la discussione sull’uso delle mascherine in seguito alle nuove evidenze scientifiche, secondo cui il droplet (le goccioline di saliva) emesso con uno starnuto o un colpo di tosse può percorrere fino a 8 metri di distanza, rimanendo sospeso nell’aria per diverse ore. Questo potrebbe portare alla formulazione di nuove linee guida per contrastare la diffusione del virus e a un aggiornamento delle raccomandazioni per cui sarà necessario che un maggior numero di persone indossi la mascherina.

La raccomandazione è sempre di restare a casa. Proteggi te stesso e la tua famiglia e rispetta il lavoro di chi sta mettendo tutto se stesso per combattere questa terribile sciagura.

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Il team di BBMEsthetique

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